Marketing Social

“Il lavoro vi renderà liberi”. Balle!!!

Ed eccomi nuovamente davanti al mio PC con l’intento di scrivere un altro articolo. Questa volta non parlerò né di Web Marketing, né di Social. Ti parlerò di un argomento molto “sentito” tra la gente, in questo periodo di crisi, specie tra i giovani. Il lavoro.

Fortunati quelli che la mattina si svegliano per recarsi sul proprio posto di lavoro, meno fortunati quelli che si svegliano per recarsi all’ufficio di collocamento o al centro dell’impiego. Già… chi oggi ha un lavoro è molto fortunato.

In Italia, nel 2016, la crisi ha colpito duramente il mercato del lavoro e la fascia d’età che più ne ha risentito è stata quella tra i 30 e 40 anni. Tra tutti i paesi europei l’Italia è il paese ridotto peggio.

Ma non voglio parlare di chi non ha un lavoro; non ne parlano seriamene i nostri governanti, figuriamoci se devo scomodarmi io… Voglio parlare di chi un lavoro ce l’ha, sia in forma dipendente, sia in forma autonoma.

Da sempre, infatti, l’uomo si è interrogato sull’importanza e sulla necessità di impegnarsi con un’attività che, in fin dei conti, desse un senso alla sua vita.

Forse, per questo, fin dall’antichità ascoltiamo aforismi e frasi sul lavoro. Alcune volte possono rivelarsi uno stimolo eccellente per darsi da fare e non stare con le mani in mano, altre volte io le trovo veramente sadiche.

Si, hai letto bene. Ho detto sadiche. Perché? Mi spiego meglio!

La peggior frase che un uomo possa ascoltare è: “scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”. Balle! Chi ha diffuso questa frase dovrebbe essere impiccato.

Da giovani, anzi da bambini, noi tutti, a grandi linee, nel nostro immaginario abbiamo un ipotetica visione del nostro futuro e del nostro lavoro. Sicuramente da piccolo anche tu dicevi che lavoro avresti fatto, rendendo così orgogliosi i tuoi genitori.

Il figlio di un mio carissimo amico, alla fatidica domanda “che lavoro vorrai fare da grande?”, mi ha detto: “Da grande farò il fantino”. Bravo Riccardo (che ha soli 5 anni)! Mi piace il fantino. Se sarò ancora in vita scommetterò, alla Snai, su te ed il tuo cavallo. Ti do fiducia già adesso.

Mentre suo padre, il mio amico, è incazzato dalla mattina alla sera per il suo lavoro. E ti dirò di più… a causa del lavoro, per un periodo di tempo, ha rischiato anche di divorziare dalla moglie. Non capita che il 90% dei divorzi avviene per colpa dei problemi lavorativi?

Il mio amico, dopo aver studiato tanto, si è laureato in Ingegneria meccanica. Era questo il suo sogno fin da bambino: diventare un Ingegnere. Peccato che oggi non svolge più quel lavoro, perché la ditta dove era assunto, con la mansione di capo Ingegnere, è fallita. Oggi il suo lavoro è quello di commesso dentro un grosso ferramenta in franchising.

“Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”… Già lui aveva scelto un lavoro che avrebbe amato per tutta la vita. Ti sfido a recitargli questa frase dopo una lunga e stressante giornata di lavoro in quella ferramenta…

E dei lavoratori autonomi, dei professionisti che dire? Quanti avvocati incazzati che vorrebbero abbandonare quella professione… quanti imprenditori, che fin dalla nascita avevano lo spirito di vendere qualsiasi cosa, oggi sono infelici a causa delle mancate vendite.

Quanti imprenditori o professionisti, hanno tirato su le loro attività con tanto amore ed oggi vorrebbero distruggerle, con le loro stesse mani, a causa dei mille problemi quotidiani.

E sono sempre i soliti:

  • Il fornitore non ti consegna la merce,
  • la banca non ti da il blocchetto degli assegni,
  • i clienti ti pagano in ritardo,
  • le tasse,
  • l’inps,
  • l’inail,
  • l’imu,
  • la tares,
  • l’irap,
  • l’ires,
  • il DM10,
  • l’IVA,
  • il versamento dei diritti alla camera di commercio,
  • la dichiarazione dei redditi e potrei continuare all’infinito.

Insomma loro amavano il loro lavoro, ma oggi non più. E che dire della solita frase “Il lavoro nobilita l’uomo”??? Per niente.

Il lavoro non nobilita nessun essere umano; come dare torto ad Oscar Wilde quando scriveva che “Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare”?

Come dovrebbe nobilitarti il lavoro? Rendendoti stressato e malato? Togliendo il tempo alla tua unica vita? È da folle pensare che mediamente un operatore trascorre 8 ore in un luogo dove deve svolgere un’attività continuativa. Aggiungiamo anche il tempo necessario per raggiungere quel luogo. E questa è solo la condizione standard, perché la maggior parte di manager e liberi professionisti lavorano oltre l’orario, sino a 11-12 ore al giorno.

A queste condizioni, il lavoro non nobilita l’uomo ne tanto meno lo rende libero.

D’altronde i Nazisti hanno usato come motto di benvenuto al campo di concentramento  di Auschwitz la frase “Arbeit macht frei” che tradotto significa “Il lavoro vi renderà liberi”…

Con questo articolo non voglio diffondere l’idea che non bisogna lavorare. Anzi io sono il primo a farlo e lavoro per oltre 12 ore al giorno. Ho svariate attività autonome e quindi lavoro tanto. Amo ciò che faccio, ma anch’io avrei voluto fare altro.

Il mio intento è solo quello di farti notare che purtroppo oggi non è più possibile basarsi su una sola opzione lavorativa. È veramente banale pensare di iniziare un lavoro che si ama e portarlo a termine fino alla pensione.

Questo è stato possibile fino a 20 anni fa. Oggi non è così, le regole sono cambiate insieme alla società in cui viviamo.

All’età di 5 anni, dicevo di voler diventare un Capitano di navi… ma oggi mi occupo di tutt’altro.

Amo ciò che faccio. E nel frattempo che lavoro, ogni giorno, penso e mi metto all’opera per cercare di acquistare, un giorno, una piccola nave e diventare finalmente un Capitano. Il capitano della mia nave per le feste dei Week-end.

E tu? Ti senti veramente libero con il tuo schifosissimo lavoro?

Luca Di Zio | Marketing-ologo

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