Marketing Social

La tua Vita (a)sociale su Facebook.

Sono iscritto su Facebook dal 2005. All’inizio usavo, questo social, solo per chattare con i miei amici ed “importunare” le belle ragazze, pur non essendo uno stalker seriale. Con il tempo ho iniziato ad usarlo anche per condividere i miei “Stati d’animo” e quelli degli altri amici.

Poi ho iniziato ad usarlo anche per postare foto e video e solo in questi ultimi due anni principalmente lo uso per lavoro adoperando l’advertising che FB stesso mette a disposizione. Ovvio previo pagamento!

Utilizzo i così detti Facebook ADS per la mia attività concentrata sul marketing. Insomma Facebook ha una sezione “nascosta” dedicata al business.

Ma non voglio parlarvi di questo. Voglio solo farvi notare alcune reali situazioni che si creano su questo bellissimo luogo cibernetico.

Ogni luogo è frequentato da persone: le chiese sono frequentate dai fedeli, gli stadi dai tifosi ed appassionati di calcio e il circolo del dopo lavoro ferroviario, ovviamente, è frequentato da dipendenti delle ferrovie dello stato che hanno bisogno di svagarsi.

Premetto che, maggiormente, Facebook è popolato da diverse e ben distinte tipologie di persone. In molti ne hanno parlato ma è giusto sempre ricordarli… Ecco le categorie.

Al primo posto c’è lo spione: non pubblica mai niente e non commenta mai i tuoi

post però legge tutto e può far riferimento a quello che scrivi quando ti vede in pubblico.

La medaglia d’argento la merita la iena che non dice quasi niente e commenta sempre con LOL o il classico “hahahaha”.

Il terzo gradino spetta al Mister/Miss Popolarità. Ha 564.894.756.541 amici senza nessun motivo; non li conosce e non vorrebbe neanche conoscerli. Fino a 5.000 richieste Facebook ti da la possibilità di averli come amici, gli altri diventano seguaci…. Serve solo per essere “figo/figa”.

Il quarto posto deve essere attribuito al Videogamer: gioca tutto il tempo a cityvill,farmvill, ecc e poi ti invia le richieste di unirti al gioco con lo scopo di ottenere punti extra. Un po’ come il premio ospitalità della Stanhome.

Chiude la Top Five il bellissimo/bellissima. Sono tutti quelli che sapendo di essere veramente belli/belle e sapendo di avere bei fisici fanno di tutto per ribadirlo ogni giorno. Book fotografici che immortalano culi e bicipiti a go go… l’obiettivo? Farti sentire un verme inferiore e ribadire l’oggettività del proprio fisico. Il tutto anche per attirare un potenziale fan per poi snobbarlo successivamente.

Al sesto posto troviamo il Santo che fa riferimento a Dio in ogni suo post. “Che Dio vi benedica…”

Successivamente troviamo il Gallo che sente il dovere quotidiano di augurare il “Buongiorno Mondo”, senza sapere che nel mondo ci sono ben 24 fusi orari.

Il cinico che odia la sua vita, il promoter che pubblica continuamente inviti per feste ed il convinto che è l’esperto di qualsiasi argomento chiudono la mia classifica standard.

Ma una classifica a parte è occupata da 3 specie che l’Unesco dovrebbe iniziare a considerarli patrimonio dell’umanità.

Sono: il finto felice (cosa ben diversa dal triste), gli indaffarati ed i maleducati. Queste categorie le racchiudo in un’unica classifica che chiamo (a)sociali. Vogliono spacciarsi per tipi Social ma non lo sono affatto. Sono esattamente il contrario: sono dei finti Social che non sanno comportarsi bene all’interno di uno spazio social. Non osservano minimamente il Galateo cibernetico.

Vi spiego dettagliatamente i motivi.

I finti felici sono i peggiori. Sono quelli che nascondono la loro depressione, la loro invidia e le loro rabbie dietro frasi e foto che inneggiano per forza all’essere felice. Kilometri e kilometri di hashtag entusiastici descrivono album settembrini, con accurate selezioni di foto con sfondo mare…

Tutti felici, zero problemi, nessuno ha da dire qualcosa, nessuno è incazzato: specie le donne. Selfie a 33 denti, dentro il bagno, con la solita descrizione di rito: “Oggi sono in gran forma”. Ma come è possibile essere felice dentro il luogo più brutto del mondo? Come è possibile sostenere di essere felice dentro l’unico luogo che ha come nome la parola “cesso”?

Ma la questione diventa ancora più grave quando ti fanno sentire inferiore per il fatto che la felicità devi averla necessariamente; se non sei felice e se non lo evidenzi su Facebook sei uno sfigato: devi essere felice per forza.

Sono più felici loro quando si immortalano con il perizoma leopardato, che Bill Gates quando rilegge il suo estratto conto bancario…

Ma siamo onesti: la felicità è un’altra cosa e chi realmente lo è cerca di nasconderlo e non di esibirlo pubblicamente. La felicità deve essere un segreto da custodire nel cuore. Magari potrebbe essere condiviso al massimo con 4/5 persone strette e fidate ma che puoi vedere e toccare; Facebook è uno spazio fatto da pixel e megabyte.

Per cui, chi inneggia in quel modo la felicità è veramente triste. Triste ancor di più il fatto di diffondere la propria “finta felicità” utilizzando un Social Network.

E dei super indaffarati ne vogliamo parlare??? Quando scorro la mia news feed (su Facebook) mi rendo conto che tutti sono indaffarati. Il segretario di stato americano è meno stressato. Ed ecco che qui potremmo parlare all’infinito degli indaffarati che poi assumono un comportamento molto maleducato ed irriverente (su Facebook).

Se sei indaffarato nel condurre commissioni e azioni non dovresti avere tempo di postare foto che descrivono la tua impegnativa giornata… ma se poi pubblichi la foto io penso che non sei così tanto indaffarata. Così, penso anche che se dovessi scriverti un messaggio in chat, mi risponderai… Non è così, visualizza ma non risponde.

Niente da fare… neanche se gli punti una pistola in faccia. Non risponde. La maleducazione regna anche su Facebook. Un finto felice per di più anche maleducato.

T’immagini se per strada una persona ti saluta e tu non rispondi? È la stessa cosa anche su Facebook: ci rimani male.

Allora se non vuoi rispondere su un Social, perché lo frequenti??? C’è il bon ton da rispettare, sono le regole. Se queste regole non ti sono gradite, forse è il caso che tu non frequenti tale luogo…

Come per tutto, ci sono una serie di regole non scritte che sarebbe bene rispettare per mantenere una pacifica convivenza virtuale.

Essere amici su Facebook non corrisponde necessariamente ad essere amici nella vita reale. Più o meno ognuno di noi ha fra i suoi contatti lontane conoscenze, vecchi compagni di scuola, persone incontrate un paio di volte e poi mai più… insomma, nomi e facce note, ma non frequentazioni reali. Quindi se ti scrive non essere omertoso… un semplice saluto può essere piacevole per tutti!!!

Infine care ragazze, state calme: la richiesta di amicizia non ha l’unico scopo del “provarci con te”… conosciamo tutti l’attuale nome e cognome di Miss Italia!!!

E se poi accetti una richiesta di amicizia di uno sconosciuto e ti scrive un messaggio in chat, rispondi educatamente!!!

Da uno sconosciuto, può nascere una collaborazione lavorativa, puoi trovare un aiuto e uno sconosciuto potrebbe salvarti la vita come è già successo molte volte.

Insomma le regole e l’educazione sono anche dettagliatamente argomentate da Facebook stessa; ti invito a leggere i Principi di Facebook.

Nelson Mandela affermava che “l’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Facebook ha cambiato il mondo ma ha bisogno di tutti noi per poterlo fare correttamente.

Luca Di Zio – Esperto Marketing

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